Lo stress ossidativo è stato suggerito per contribuire alla fisiopatologia della schizofrenia. In particolare, il danno ossidativo ai lipidi, alle proteine e al DNA osservato nella schizofrenia è noto per compromettere la vitalità e la funzione cellulare, che possono successivamente spiegare il deterioramento della malattia. Le prove attualmente disponibili indicano un’alterazione delle attività dei sistemi antiossidanti enzimatici e non enzimatici nella schizofrenia. Infatti, modelli sperimentali hanno dimostrato che lo stress ossidativo induce anomalie comportamentali e molecolari sorprendentemente simili a quelle osservate nella schizofrenia. Questi risultati suggeriscono che lo stress ossidativo è intimamente legato a una varietà di processi fisiopatologici, come l’infiammazione, le anomalie degli oligodendrociti, la disfunzione mitocondriale, i recettori N-metil-d-aspartato ipoattivi e la compromissione degli interneuroni dell’acido gamma-aminobutirrico a chiodatura rapida. Tali meccanismi autosufficienti possono peggiorare progressivamente producendo le conseguenze funzionali e strutturali associate alla schizofrenia. Recenti studi clinici hanno dimostrato che il trattamento antiossidante è efficace nel migliorare i sintomi schizofrenici. Quindi, l’identificazione di strategie terapeutiche praticabili per affrontare lo stress ossidativo e i conseguenti disturbi fisiologici fornisce un’entusiasmante opportunità per il trattamento e, in definitiva, la prevenzione della schizofrenia.

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